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ALIMENTAZIONE VEGETARIANA E VEGANA IN ETÀ EVOLUTIVA

Tempo di lettura: 3 minuti

a cura della Dott.ssa Enrica Fornaro 

 

Cari lettori,

in questa edizione parleremo di un tema molto discusso e demonizzato dai media ma in verità poco conosciuto: la scelta di una dieta a base vegetale in età evolutiva.

Nella rivista della Società Italiana di Pediatria a luglio del 2018 è stato pubblicato un articolo rivolto a tutti i medici pediatri proprio per far ordine anche tra i professionisti su questo argomento così dibattuto e spesso ostacolato ai genitori e famiglie che scelgono questo stile di vita.

In generale, sappiamo che i principali obiettivi della nutrizione dell’infanzia sono garantire un accrescimento fisico e uno sviluppo neuropsicologico adeguati al corredo genetico del bambino, oltre a promuovere il mantenimento dello stato di salute il più a lungo possibile. A tal riguardo, la nutrizione svolge un ruolo di primo piano nella prevenzione di obesità, diabete, ipertensione arteriosa, dislipidemia e neoplasie che sono tra le principali cause di mortalità nella popolazione.

anna pelzer @unsplash

LE LINEE GUIDA DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA

 

Le raccomandazioni nutrizionali disponibili consigliano l’assunzione di una dieta varia che preveda alimenti di origine animale e vegetale combinati tra loro, in modo da ridurre al minimo il rischio di carenze nutrizionali.

Al momento attuale non abbiamo dati di sicurezza sulle diete macrobiotica, fruttariana e crudista in età evolutive e per tanto queste vengono sconsigliate.

Le diete vegetariane invece, ovvero Latto-ovo-vegetariane (LOV) e vegane (esclusione di qualsiasi prodotto di origine animale), quando ben programmate e supplementate come vedremo, consentono un accrescimento antropometrico adeguato.

Infatti, si è visto che nella prima infanzia i figli di madri vegetariane ben nutrite crescono normalmente quando allattati al seno, ma anche quando allattati con latte formulato a base vegetale (soia o riso).

Dopo il sesto mese, così come nei bambini e negli adolescenti, l’assunzione di alimenti di origine vegetale può contribuire efficacemente al soddisfacimento dei fabbisogni, pur sapendo che è necessario aumentare l’apporto dei nutrienti assunti quotidianamente in funzione dell’età e che eventuali integratori vengano assunti correttamente.

rachael gorjestani @unsplash

Vediamo in dettaglio qualche nutriente sul quale prestare un po’ più di attenzione:

 

Vitamina D

il suo deficit e frequente in tutta la popolazione (onnivora e vegetariana)dovuto alla scarsa esposizione al sole che promuove la sintesi della vitamina D in forma attiva. Utile la supplementazione.

 

Vitamina B12

la sua carenza è una costante della dieta vegetariana con conseguenze anche molto gravi a carico del sistema nervoso centrale specie nei piu’ piccoli (le alghe non possono essere considerate una fonte affidabile di Vitamina B12). È indispensabile la supplementazione a tutte le età.

 

Ferro

nelle diete vegetariane il contenuto di ferro è simile alle diete onnivore ma purtroppo la sue disponibilità può risultare molto inferiore per la presenza di fitati, calcio e altri metaboliti nonché per l’assenza di ferro eme che si trova solo nei prodotti animali. È indicato quindi aumentare la quantità di ferro assunto con la dieta di oltre l’80% rispetto alla dieta onnivora. Inoltre, per aumentarne la disponibilità: consumare alimenti ricchi di vitaminca C, preparare gli alimenti in modo da ridurre i fitati.

 

Zinco

come per il ferro, anche questo è molto presente nelle diete vegetariane ma purtroppo l’assorbimento viene limitato dalle fibre, dai fitati e dagli ossalati. Anche in questo caso per aumentarne la biodisponibilità porre attenzione alla modalità di preparazione degli alimenti ricchi di zinco.

 

Calcio

come per ferro e zinco, la biodisponibilità è inversamente proporzionale alla presenza di fitati e ossalati. Ad ogni modo le verdure a foglia sono ottime fonti di calcio (ad eccezione di spinaci, bieta e cime di rapa). Utile assumere bevande vegetali fortificate, frutta secca e semi oleaginosi.

 

Acidi grassi omega3

assumere regolarmente noci, olio di semi di lino.

kelly sikkema @unsplash

Per concludere, possiamo affermare che le diete vegetariane (LOV e vegane) hanno una composizione in nutrienti, espressa in percentuale rispetto al totale dell’energia ingerita, assai simile alla dieta mediterranea, che è considerata il riferimento ottimale per l’alimentazione di bambini e adulti.

 

Bibliografia:

Prospettive in pediatria 49(191):190-197

Per approfondimenti:

https://www.scienzavegetariana.it/

 

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